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Mi arrangio come posso
ad addensare sapore
attorno alla vostra esistenza

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“La forma della luce divora l’incertezza di un volto, una parete”.

(Testo di Iole Toini, da “Fotografia di un nome”, foto di Bianca Madeccia)

AGITARE L’OCCHIO PRIMA DI VEDERE.

 

Vedere il nascosto è alla portata di tutti, ma la tradizione ci ha abituato a credere che solo gli Indovini, i Profeti e i Poeti vedano di nascosto. Il nascosto è spesso il Futuro, ma più frequentemente è il Presente stesso. quando si chiede ad un uomo di approfondire il suo “vedere” generalmente risponde: “io non sono un profeta”. Invece io affermo di essere profeta, non nel senso intimidatorio, eccezionale, ma nel senso che ogni uomo può coltivare il verbo Vedere. La vera utilità della poesia (Poiesis= creare) è di sviluppare agriculturalmente in ognuno le proprie facoltà poetiche. È a questo che serve la poesia.
Non è poeta chi scrive solo poemi, è poeta chi vede il nascosto (e qui che viene la grande mistificazione). La poesia è un metodo scientifico di vedere. Anche la scienza è volgarmente mistificata nelle sue applicazioni, ma il vero scienziato cerca di rivelare in senso apocalittico (rivelazione) il reale, il vero comportamento della materia.

 

(Sebastian Matta Echaurren)

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In punta di piedi mi muovo
zero in un sacro deserto.

 

La luce qui è forte
e più grande e lunga l’ombra

 

Mi faccio
sale
al tuo cospetto,
pagina bianca.

 

 

(da “L’acqua e la pietra”, ed. Lietocolle, 2007)

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Scrittrice di epitaffi sulle lapidi dei cimiteri
donna del disincanto
raccolgo pene di cuore e amoreggiamenti
in questo mondo ricoperto di polvere

 

E sono cosi’ brava
che ho un camposanto tutto mio
E’ una gioia a primavera
potare le roselline bianche e sfrondare la verbena

 

Dei fiori che colsi ne faccio corone
Di quelli che non colsi
poesie che poggio sulle lapidi

 

In ogni angolo della mia anima
c’e’ una lapide ad un Dio differente

 

(“Epitaffi”, da “Stagioni”, edizioni Lietocolle 2007)

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