“Se il mattino fosse una chiave la getterei nel pozzo,
cammina lenta, mia graziosa luna, cammina lenta
che il sole del mattino dimentichi di sorgere,
cammina lenta, mia graziosa luna, cammina lenta”
La re-invenzione del silenzio
gennaio 28, 2008 in Poesia| Etichette: cacciatore di acquiloni, camminare, lentezza, luna, Poesia, regali
“Se il mattino fosse una chiave la getterei nel pozzo,
cammina lenta, mia graziosa luna, cammina lenta
che il sole del mattino dimentichi di sorgere,
cammina lenta, mia graziosa luna, cammina lenta”
Tema: Tarski by Ben Eastaugh and Chris Sternal-Johnson. Blog su WordPress.com.

7 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
gennaio 30, 2008 a 4:27 pm
roberto matarazzo
questo elogio a metà tra la luna e la lentezza lo trovo stupendo…
gennaio 30, 2008 a 5:53 pm
biancamadeccia
vero, ma non sono versi miei, qualcuno ha voluto omaggiare il mio passo (‘happy feet’, per dirla alla Paolo Conte….)
febbraio 3, 2008 a 9:21 pm
violaamarelli
e chi? sembra una poesia persiana..baci, Viola
febbraio 4, 2008 a 8:48 am
Bianca Madeccia
sì, anche secondo me è una poesia mediorientale, ma non sono riuscita a farmi rivelare l’autore. Baci, Bianca
febbraio 5, 2008 a 8:26 pm
Bianca Madeccia
Titolo originale: *Ahesta boro* vuol dire in lingua pashtun “graziosa luna”.
I Pashtun, etnia dell’Afghanistan, cantano nelle cerimonie nuziali in onore degli sposi questi versi.
Da: “IL CACCIATORE DI AQUILONI” di Khaled Hosseini.
settembre 14, 2009 a 1:20 pm
fraaa32
..” che il sole del mattino si scordi di sorgere
cammina lenta, mia graziosa luna, cammina lenta”
Ok il testo non è proprio lo stesso, ma non pensi che il testo di questa poesia mediorientale sia un pò troppo simile alla citazione di parte di una stupenda poesia di CHARLES BAUDELAIRE?!?
settembre 15, 2009 a 10:17 pm
Bianca Madeccia
Evidentemente C. Baudelaire si è ispirato al testo tradizionale afgano. I libri spesso si parlano egli autori, spesso, attingono. Cari saluti. B.