Quando verrà l’inverno, vero,
mortalmente sano, geleranno i virus
e le parole, si serreranno strette, spaurite,
le bocche spalancate dei bambini e i latrati
di cani straniti dal cigolio dei cancelli,
gli sguardi gialli sollevati verso vetri ignoti.
Piomberà, freccia, ferita, la sferzata nitida
di un vento di neve. Respirare in quel momento,
sarà azzardo, scommessa vitale, mossa fragile,
lieve, sull’orlo di un dirupo. Sarà sentire,
nel fiato sincero della tramontana, la voce,
l’urlo mai spento del lupo. Riconoscerlo
affine, vicino, sarà morire nei suoi stessi occhi,
nelle ossa appuntite, tornando magri, leggeri,
nei fianchi e nei passi scavati, voraci, soli,
scostanti, ancora affamati di tenerezze
feroci.
(Da “Inadeguato all’eterno” di Ivano Mugnaini)


2 comments
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a
viola amarelli
quest’ultima raccolta di Ivano è realmente molto riuscita, d’una passione misurata e mordente come questo testo, Viola
a
Bianca Madeccia
“passione misurata e mordente”. Hai splendidamente espresso il concetto, genio