Patrizia Valduga, il giorno del compleanno del poeta Giovanni Raboni, legge in sua memoria le “Canzonette mortali” (di Giovanni Raboni). Video di Bianca Madeccia girato il 22 gennaio 2009 a “Ritratti di poesia”, terza edizione (Tempio di Adriano). “Ritratti di poesia” è una iniziativa della Fondazione Roma a cura di Vincenzo Mascolo (organizzazione a cura di InventaEventi Srl)
Giovanni Raboni - Canzonette Mortali
Io che ho sempre adorato le spoglie del futuro
e solo del futuro, di nient’altro
ho qualche volta nostalgia
ricordo adesso con spavento
quando alle mie carezze smetterai di bagnarti,
quando dal mio piacere
sarai divisa e forse per bellezza
d’essere tanto amata o per dolcezza
d’avermi amato
farai fìnta lo stesso di godere.
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Le volte che è con furia
che nel tuo ventre cerco la mia gioia
è perché, amore, so che più di tanto
non avrà tempo il tempo
di scorrere equamente per noi due
e che solo in un sogno o dalla corsa
del tempo buttandomi giù prima
posso fare che un giorno tu non voglia
da un altro amore credere l’amore.
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Un giorno o l’altro ti lascio, un giorno
dopo l’altro ti lascio, anima mia.
Per gelosia di vecchio, per paura
di perderti – o perché
avrò smesso di vivere, soltanto.
Però sto fermo, intanto,
come sta fermo un ramo
su cui sta fermo un passero, m’incanto…
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Non questa volta, non ancora.
Quando ci scivoliamo dalle braccia
è solo per cercare un altro abbraccio,
quello del sonno, della calma – e c’è
come fosse per sempre
da pensare al riposo della spalla,
da aver riguardo per i tuoi capelli.
Meglio che tu non sappia
con che preghiere m’addormento, quali
parole borbottando
nel quarto muto della gola
per non farmi squartare un’altra volta
dall’avido sonno indovino.
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Il cuore che non dorme
dice al cuore che dorme: Abbi paura.
Ma io non sono il mio cuore, non ascolto
né do la sorte, so bene che mancarti,
non perderti, era l’ultima sventura.
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Ti muovi nel sonno. Non girarti,
non vedermi vicino e senza luce!
Occhio per occhio, parola per parola,
sto ripassando la parte della vita.
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Penso se avrò il coraggio
di tacere, sorridere, guardarti
che mi guardi morire.
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Solo questo domando: esserti sempre,
per quanto tu mi sei cara, leggero.
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Ti giri nel sonno, in un sogno, a poca luce.


2 comments
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Febbraio 15, 2009 a 12:34 am
redmaltese
fantastico Bianco, tutto l’assembament, l’insieme. fantastico!
grazie,
roberto
Febbraio 16, 2009 a 11:54 am
Bianca Madeccia
Ciao Roby, scusa il ritardo nella risposta ma sono stata fuori casa e solo ora ho di nuovo il mio computer, grazie mille, mi fa piacere che ti piaccia, in fondo è anche un souvenir emozionante dell’intera giornata che te, Antonio ed io abbiamo passato assieme. cari saluti, Bianca