piazza plebiscito, napoli

Nei giorni 17, 18 e 19 luglio 2009 nell’incredibile scenario naturale e paesaggistico del Parco dei Camaldoli, nell’Anfiteatro del Golfo, si svolgerà una nuova straordinaria edizione di Napolipoesia nel Parco.

L’evento, promosso dall’Ente Parco Metropolitano delle Colline di Napoli e curato da Casa della poesia, vedrà la partecipazione di grandi autori internazionali, spesso in interazione con musicisti di varie aree musicali.
L’obiettivo è duplice: realizzare a Napoli uno dei più importanti ed ampi eventi poetici internazionali e valorizzare un progetto così straordinario e innovativo, come il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, attraverso un prodotto culturale, spettacolare, di eccellenza.

Gli Incontri internazionali prevedono la presenza di 15 tra i maggiori poeti contemporanei, provenienti da diverse nazioni e continenti. I poeti vivranno per almeno tre giorni la città e il Parco, insieme ai loro colleghi e amici, ai musicisti, a studenti, giovani scrittori e appassionati.

Il tema di questa edizione “lo spirito dei luoghi”, vuole analizzare il legame tra tradizione e modernità, tra culture dei territori e sviluppo sostenibile, tra necessità di comunicazioni globali ed esigenza di tutela delle diversità.

Tra i poeti invitati alcune autentiche star e grandi poeti emergenti, ampiamente riconosciuti nel proprio paese, stelle in ascesa a livello internazionale.

Personaggio straordinario, Taslima Nasrin, del Bandladesh, donna e scrittrice, perseguitata e in fuga, icona di libertà, di lotta, di resistenza, di emancipazione della donna nel mondo islamico.

Tony Harrison, probabilmente il maggiore poeta di lingua inglese contemporaneo e uno dei più famosi e pubblicati al mondo. Poeta come “corrispondente dal fronte e come storico e coscienza della sua epoca”.

Dalla California, tre straordinarie poetesse e tre interpreti di una poesia performativa, di forte interazione con la musica jazz, l’afroamericana Devorah Major, Genny Lim, di discendenze cinesi e inuit, Opal Palmer Adisa, di discendenza caraibica jamaicana. Tre grandi voci, e tre grandi canti di libertà e amore.

Viene dalla Spagna, Juan Carlos Mestre, poeta-cantastorie visionario che con la sua fisarmonica propone immagini nelle quali realtà e invenzione si miscelano in maniera sublime in atmosfere incantate.

Paul Polansky, personaggio quasi leggendario di americano che vive da anni nei Balcani. “Voce dei senza voce”, “voce degli esclusi”, megafono poetico del popolo più maltrattato ed oppresso della storia, quello “rom”.
Viene dal deserto del Sahara, il grido di resistenza del popolo tuareg nella poesia e nel canto di Hawad, poeta, calligrafo, ambasciatore di una cultura nomade di cui è erede.

Adel Karasholi, siriano, tra i più importanti poeti arabi contemporanei. Vivendo da molti anni in Germania è diventato un vero ponte tra la cultura araba e quella europea. Appassionato e studioso di Brecht, riesce a far incontrare tradizione araba, densa di emozioni e di canto, ricca di metafore, con la tradizione “profana” della poesia tedesca moderna.

Dai Carabi, dalla bellissima e poverissima Haiti Louis-Philippe Dalembert, uomo-tartaruga, come si definisce lui stesso, trascina il suo “sogno di ritorno” dall’Europa all’Africa del Nord, dal Medio Oriente all’Africa Nera, passando per le Americhe e per gli altri paesi dei Carabi, in un canto malinconico dell’erranza e della memoria.

E da altre isole, le Azzorre, viene il portoghese Ivo Machado, portando con sé, come ogni isolano, nell’espressione, nel sentimento, nel tempo, la memoria insondabile di venti, onde, maree, il desiderio del viaggio assieme a quello del ritorno, il desiderio di libertà e di conoscenza.

Dall’Africa nera, la magia, i colori, i ritmi del continente bellissimo e martoriato, una delle figure emergenti della nuova poesia africana, Gabriel Okoundji.

Michel Cassir è nato in Egitto, cresciuto in Libano, vissuto in Messico e ora in Francia. Quella di Cassir è una vera poesia del Mediterraneo, che profuma di spezie e di salsedine, che fa incontrare uomini e culture, che diventa luogo d’arrivo di memorie collettive e condivise.

A rappresentare la poesia italiana contemporanea due tra i migliori interpreti napoletani, da tempo ormai assurti a livello nazionale ed internazionale e tra le voci più originali ed importanti del circuito, Mariano Bàino e Michele Sovente.

Mariano Bàino è stato tra i poeti che negli anni ’90 hanno animato in Italia un dibattito su moderno e postmoderno, avanguardia e tradizione, e, più in generale, sul mutare delle strutture comunicative e sugli effetti di derealizzazione nella società massmediale, utilizzando spesso ironia e giocosità.

Michele Sovente è certamente uno dei più originali ed apprezzati poeti italiani contemporanei. Le tre lingue nelle quali si esprime si propongono come tre lingue diverse, ma sorelle, che si rincorrono e s’insinuano l’una nell’altra: il latino, l’italiano, il dialetto di Cuma.

Una magnifica occasione per i napoletani e tutti i campani per riscoprire questo luogo magnifico ricco di storia e di natura preservata che è il Parco dei Camaldoli, poco conosciuto e frequentato, di ammirare lo splendido panorama dell’anfiteatro che si affaccia su tutto il Golfo con l’isola di Capri di fronte.

Un’occasione irripetibile, per i non napoletani, di visitare una città bellissima, di immergersi nelle sue bellezze e nella sua cultura e di trascorrere tre serate ascoltando versi di poeti di tutto il mondo.
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Ulteriori informazioni sui poeti e sull’evento:
http://www.napolipoesia.org
http://www.casadellapoesia.org

Parco Metropolitano delle Colline di Napoli
081/7966966 – 081/7966060

Casa della poesia
089/951621 – 089/953869 – 347/6275911 – 328/8459483

piazza plebiscito, napoli

(Piazza Plebiscito, Napoli, foto di Bianca Madeccia)

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