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Mi arrangio come posso
ad addensare sapore
attorno alla vostra esistenza

Ma il mio cibo non vi piace
forse
perché sa di miseria

Non dovreste disprezzarlo, no
è vivace
ingegnoso
fresco
fatto di cose semplici e disperate

Ah sì, lo so
ha sapore instabile
di vita arrangiata giorno per giorno
impastato
delle piroette molteplici
di chi ha colto il senso quotidiano
sul bordo degli Abissi

Disprezzando il mio cibo
disprezzate
l’ingegno di vivere
l’arte di arrangiarsi
la finzione obbligata
di una
costretta
a restare a galla
per Voi

O morti
annegati
nelle consuetudini tombali
di pasti senza piu’ desideri
ne’ ricordi

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