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Un mio microracconto selezionato da Ibridamenti Prosa.

“Ibridamenti” è il Laboratorio Sperimentale Virtuale progettato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con la piattaforma Splinder.

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Potenza celeste che ti nascondi nelle pieghe

dell’encefalo,

dote senza fondo elargita al genere umano

in saecula saeculorum,

tu sei innumere come la via lattea

e molteplice come l’erba.

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“Io credo che l’incanto infinito e misterioso che nasce dalla contemplazione di una nave, e soprattutto di una nave in movimento, deriva, nel primo caso, dalla regolarità e dalla simmetria, che sono uno dei bisogni primordiali dell’essere umano, al pari della complicazione e dell’armonia; e, nel secondo caso, dalla moltiplicazione successiva e dal generarsi di tutte le curve e figure immaginarie prodotte nello spazio dagli elementi reali dell’oggetto.L’idea poetica che emerge da questa operazione del movimento delle linee, è l’ipotesi d’un essere vasto, immenso, complicato, ma euritmico, d’un animale pieno di genio, che soffre e sospira tutti i sospiri e tutte le ambizioni umane”.(Charles Baudelaire, da “Diari intimi”)

Miei versi in Dedalus di Ivano Mugnaini, blog-progetto di volo panoramico in forma di parole

(…) Io vorrei insomma che la mia immagine, mobile, sballottata secondo le situazioni, le epoche, tra migliaia di foto mutevoli, coincidesse sempre con il mio “io” (che come si sa è profondo); ma è il contrario che bisogna dire: sono io che non coincido mai con la mia immagine; infatti, è l’immagine che è pesante, immobile, tenace (ecco perché la società vi si appoggia) , e sono “io” che sono leggero, diviso, disperso (…).

(da Roland Barthes, La camera chiara)

Su Transito senza catene di Giovanni Nuscis, mie poesie.

Su Declinato al femminile di Francesca Mazzucato e Sabrina Campolongo un mio breve testo in prosa.

Su bookswebtv l’immagine del mio libro d’arte ‘Arcipelago del silenzio’.

Guardate com'è sempre efficiente
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l'odio,
con quanta facilità supera gli ostacoli
come gli è facile avventarsi, agguantare.
Non è come gli altri sentimenti,
insieme più vecchio e più giovane di loro,

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Le mani sorelle”, assieme, sono capaci di tessere storie vere, impastate di esseri umani, poesia, vita, disagio e anche, perché no, sorriso. “Le mani sorelle” è il nome del laboratorio di scrittura del Centro per la cura e la ricerca sui disturbi del comportamento alimentare Asl di Lecce.

 Qui mie poesie, ma invito a frequentare il sito non solo ed esclusivamente per la pubblicazione di miei testi ma anche e soprattutto perché dedicato ad un argomento di cui si misconosce l’importanza.

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 Un blog interessante che ha pubblicato mie poesie:

 

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/03/11/poesie-di-bianca-madeccia/

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Quindi per prima cosa
ci dimenticheremo della faccia

Poi
ci spoglieremo
di voce, passo, ombra
sorriso, sguardo, carne, numero di scarpe

Di noi resterà solo un nome
lettere
che già vanno separate

Anonimi scultori di finzioni
oblio e silenzio
ci cancelleranno
presto
dalle mappe


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Il ghirigoro che al finestrino

lascia la pioggia in viaggio

sporco rappreso splende,

altra scia non sottende.

Sta diventando grande

non casca più in trappole per gonze.   

 

(Inedito, per gentile concessione dell’autrice)

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Paolo Melissi e L’acqua e la pietra

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Il 30 marzo 2008, ore 19.30, presso il Monastero San Giovanni Evangelista, a Lecce, verrà presentata la plaquette poetica “L’acqua e la pietra” di Bianca Madeccia. Mauro Marino e Luciano Pagano i relatori. Valentina Parentera al piano. La presentazione è a cura dell’Associazione culturale “Terra D’Ulivi“.

Madre
Dove son finite le tue parole di ieri?

Le ho lasciate entrare dentro di me
– grata –
acqua nella terra secca

Nulla
a parte quei pezzi di vetro
che stanno lì piantati da una vita.

Lo porto scritto in faccia

– Assolvimi Madre
perché non ti somiglio –

E tu l’hai fatto Madre

Tu hai fatto piovere
le parole giuste

– Chi è sano va via –

(inediti)

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