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“Io credo che l’incanto infinito e misterioso che nasce dalla contemplazione di una nave, e soprattutto di una nave in movimento, deriva, nel primo caso, dalla regolarità e dalla simmetria, che sono uno dei bisogni primordiali dell’essere umano, al pari della complicazione e dell’armonia; e, nel secondo caso, dalla moltiplicazione successiva e dal generarsi di tutte le curve e figure immaginarie prodotte nello spazio dagli elementi reali dell’oggetto.L’idea poetica che emerge da questa operazione del movimento delle linee, è l’ipotesi d’un essere vasto, immenso, complicato, ma euritmico, d’un animale pieno di genio, che soffre e sospira tutti i sospiri e tutte le ambizioni umane”.(Charles Baudelaire, da “Diari intimi”)
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