Foto di Bianca Madeccia

Quando verrà l’inverno, vero,

mortalmente sano, geleranno i virus

e le parole, si serreranno strette, spaurite,

le bocche spalancate dei bambini e i latrati

di cani straniti dal cigolio dei cancelli,

gli sguardi gialli sollevati verso vetri ignoti.

Piomberà, freccia, ferita, la sferzata nitida

di un vento di neve. Respirare in quel momento,

sarà azzardo, scommessa vitale, mossa fragile,

lieve, sull’orlo di un dirupo. Sarà sentire,

nel fiato sincero della tramontana, la voce,

l’urlo mai spento del lupo. Riconoscerlo

affine, vicino, sarà morire nei suoi stessi occhi,

nelle ossa appuntite, tornando magri, leggeri,

nei fianchi e nei passi scavati, voraci, soli,

scostanti, ancora affamati di tenerezze

feroci.

 

 

(Da “Inadeguato all’eterno” di Ivano Mugnaini)