Ineguagliabile record, salti

sincronizzati, mistificate abiezioni, 

partenza riflessa al microscopio e

reticenti doppiezze. Ho atteso tanto

che la tua voce diventasse meteora,

fuori da ingabbiature e volute sembianze

da interferenze trasmesse sull’alfabeto morse

della sincerità. Non è un caso se ti ritrovo

a parlare di acquiescenti eventualità

di catarsi probatorie. Senz’altro, a meno

che non sia irragionevolezza, la partita

a due non ha riscontro con la mia tesi

e la tua caparbietà. Non scomoderei

oracoli e cabale e da antagonista

taglierei la corda per raggiungere

il confine della rivincita e passare

ad una intesa senza contrattacco.

 

 

(Leone D’Ambrosio, da “La meta rubata”, Edizioni Bastogi. Con prefazione di Ippolito Nievo)

 

 

 

(Illustrazione: “Alfabeto psichico”, di Bianca Madeccia)