ATTESA DI MAGGIO

Attimi, la sera precedente che non torna,
il museo della ceramica e il lago di Telese

telefoni ad Antonella e in quell’essere
interanmati con i vasi etruschi di Paestum

e in quella feritoia tra la bocca di lei
che dà parole esatte e viene
come amniotica acqua dal telefono
squadernata vita pari a Poesie in forma
di rosa sul letto di ospite aperto a caso e

nella casa dell’arancio respirare la stessa
aria di Fabiola con le bimbe non volute
e amate e

siamo nel 1984 l’azzurro ferro di un pullman
per un appuntamento
Fabiola e la 126 Fiat rossa del suo vanto. e

la gioia ritrovata nella fotografia
del tempo e Fabiola il lago il senso la forma
la città a salire.



 

ATTESA DI GIUGNO

 


1
Giallo del sole a giocare con i campi
di amori profani
la sera precedente che non torna
la serra delle tue mani a stringermi
in slavata aurora, l’ora blu
presagio prealbare che s’invera
tra i vetri cattedrale del gazebo e

2
qui in momenti di fili d’erba cresciuti
a caso dove sei coglieremo la fragola
e il limone non chiedermi altro
ragazza Aurore, che sciogli nel lago
il tuo splendore e

3
con i tuoi capelli tesserò trame d’incanto
per pettinare il mare

e tu Aurora spargerai la pesca nel tuo nome
in un mantra segreto

un oggetto nascosto nella stanza
una bambola mai vista da nessuno
tra gli ambulacri del tuo chiostro
tra i sagrati delle scuole e gli alberghi
degli angeli.


 

Raffaele Piazza

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