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Città di Lecce
Assessorato alla Cultura
ospita

Curve di livello di Annamaria Ferramosca 


edito da Marsilio – collana Elleffe – Lingue di poesia

nell’ambito della rassegna “Itinerario Rosa 2009 – percorsi al femminile”

ex- Conservatorio di S. Anna (Lecce)
ore 18.00 del 2 aprile 2009

intervengono : Elisabetta Liguori , Bianca Madeccia

letture dell’autrice

musica : Antonio Cavallo (violoncello) , Carmela Cataldo (arpa)

MEMORANDUM: giovedì, 02 aprile, Sala Conferenze, ex- Conservatorio di S. Anna, Via Libertini (Lecce), ore 18.00 del 2 aprile 2009

“Perché i segni realizzino il processo di traghettare il tempo, a non arrendersi di fronte alla storia dicendola impossibile o finita, occorre che la parola poetica recuperi questo suo compito attraverso la componente mitica; occorre che la poesia non smetta una sua tensione anche utopica a farsi mitopoiesi, a isolare cioè i personaggi che schiude, le dimensioni che rappresenta, presentandole con quel nitore che è proprio del mito, come figure che in qualche modo si consegnano alla nostra memoria. E questa mitopoiesi, come attraversamento e confronto con le culture e con la tradizione, è un tratto distintivo della poesia di Annamaria Ferramosca.” (Marcello Carlino, in http://www.poiein.it)

“Annamaria Ferramosca ha saputo proporre con questa sua nuova, convincente opera poetica, “Curve di livello” uno scandaglio ampio e incisivo del mondo. Ha saputo oscillare con moto isocrono tra la concretezza dei dati di fatto dell’essere e quell’aspirazione, ugualmente solida, a crearsi una “mitologia del quotidiano Questo libro è un utile e ispirato “manuale di volo” da leggere prima, dopo e durante i tentativi di decollo e di atterraggio sui suoli sassosi del nostro tempo.” (Ivano Mugnaini in www. vicoacitillo.net)

“Chiudiamo il libro avendo attraversato la densità di un’esperienza certamente adulta, pagine nelle quali si assume su di sé il tempo e il suo portato di scenari con energia e leggerezza e che hanno dietro l’eco della grande poesia, da Leopardi a Saffo al già citato Rilke.” ( Maria Grazia Calandrone, in “La Mosca di Milano” )

“In questa raccolta i suggestivi graffiti di ipotetiche grotte di Lascaux “traghettano” il tempo come sulle pagine la scrittura, in un abbattimento di barriere spazio-temporali come solo la magica forza del poiein sa operare. (Valeria Serofilli , motivazione Premio Astrolabio)

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