maroccomoscheaIn nome di Allah, che ha infuso tristezza nelle nuvole
e calato sulla terra pioggia di lacrime,
in nome di Allah,
dichiaro che io sono figlia d’oriente
figlia del dolore, nipote di califfi.
In nome di Allah
fui uccisa dalla morte di mia madre.
Lei fu uccisa da sua madre, che fu uccisa dal popolo
che nacque dalle donne.
In nome di Allah
ci uccisero una per una
nella notte di bellezze dagli occhi neri che si spogliavano
nell’oscurita’ delle abluzioni,
immergendosi nei bagni e nei palazzi dei potenti,
nella notte dei sultani e del freddo dei palazzi,
nella notte della terra di sale e cenere.

O tribu’, ci uccisero

i padri dei nostri padri, dei nostri signori e padroni,
tutti (al qaida) e i singoli,
donne impietrite dal guardare indietro.
O tribu’, siamo nate
da eresia , da peccato e da lussuria antica,
da infedelta’ nelle locande delle tenere notti.
O tribu’, veniamo
da molto lontano, attraverso la via della seta
dall’ India ai paesi arabi, alla penisola e ai porti del levante.
Scivolammo sulla seta, rotolammo
dalla strada, mordemmo fame feroce, fummo morse,
e tutto quello che volevamo era essere,
ma la falce di luna taglio’ la carne del buio, espose la nostra vergogna.

Tozeur. Porta d'Oriente

E la porta d’Oriente si apre.
La porta d’Oriente si apre sulle sue spezie e sui mercati dei profumi, la porta si apre sui tessuti e sugli orli degli abbayat, dei jihab, dei veli e dei lenzuoli, la stoffa si attorciglia sulle corde del bucato e sulle spalle curve del fardello dell’indipendenza e dell’ideale della liberta’, l’oriente crolla sotto il peso dei datteri e l’onere dei deserti, dalla primordiale adorazione della creazione del mondo fino alla creazione dell’adorazione, e dalla preghiera del mattino fino al tramonto della nobilta’.
La porta d’Oriente si apre
e sono tutti uomini.
La loro notte domina le notti dei caffe’ , delle narghilè e del cardamono,
la loro notte riesce a dominare l’ harem,
a spegnere la luce del sole, a giustiziare il possibile,
ad annunciare la follia.
La porta d’Oriente è terra
senza porte, salvo la pieta’ del sultano
che serro’ la terra sui suoi abitanti.
La porta d’Oriente è terra nella quale il tempo
esilia i suoi figli nella terra d’allora.
Lì la loro vita si trasforma e la domanda diviene incanto
che non e’ possibile sopportare,
reazione crea reazione
e gli uomini non hanno risposta.
La porta D’Oriente prega: “O familiari, nascondetevi!”.
O Allah,
nascondici nella tua misericordia.
L’Oriente e’ una donna malata di notte
e il sole la sua concubina e l’ustione la sua morte.

Tunisi Medina

E la porta d’Oriente canta:
Cuore mio, non chiedere dove andò l’amore.
fu un palazzo di sogno che crollò.
E la porta d’Oriente canta all’ Oriente:
La rabbia livida va e viene e io sono credente.
La rabbia livida va e viene e io sono credente.
E la porta d’Oriente canta:
Voce mia, levati, come onda scuoti loro l’anima,
racconta, forse sveglierai qualcosa in loro.
La porta d’Oriente e’ invidia,
porta per l’apertura, porta per la vergogna, porta per la perdita.
Sulla porta d’Oriente e’ scritto: “Caricare le pene sulle mie spalle” .
Sulla porta d’Oriente e’ scolpito un urlo strappato alle viscere dell’uomo.
Nell’ oriente dicono alla figlia: “cura la tua castità “.
Da allora lo chiamano onore .
E’ eccezionale ucciderti,
nell’oriente questo è eccezionale.
La porta d’Oriente e’ una parola
che crea parole
e le persone litigano tutto il tempo in confusione verbale.
Generazioni nacquero, e si trovarono in guerra
e la guerra è lingua.
Le persone scrivono, le persone leggono
le persone ripetono le cose senza ripeterle.
Qualcuno passa, qualcuno emigra e il resto cerca tracce.
Basta con le parole -e il significato e’ infranto.

Tunisi Medina

La porta d’Oriente è impazzita
nasconde all’uomo i punti cardinali.
La porta d’Oriente è bugiarda,
ogni giorno il sole sorge
e viene inghiottito al tramonto.
Non credere alla promessa che ti hanno fatto,
la promessa antica,
la tua terra è una veste
che il tempo ha dismesso e che la strada ha indossato.
La porta d’Oriente è scritta
sulla fronte della gente
con la cenere della terra
mescolano
il tuo corpo, la tua fame, la tua sete, il tuo destino.
Girotondo intorno alla porta
le soglie gocciolano
le soglie gemono:
conta, i tuoi uomini conta,
il vento soffia violento
il passante si rattrista
lo zero dei padri brucia
dal giorno in cui scoprirono lo zero
stretto ancora nelle loro mani.
Girotondo intorno alla porta
dove cantano i bambini
un cappello-un,due, tre
porta, scale, alta salita,
o Sultano apri la porta
un cappello un, due, tre
facci scudo, apri la porta,
siamo piccoli e le mani
son più piccole, ormai stanche
di picchiare alla tua porta,
di picchiare nella notte
nella notte che si allunga
un cappello un,due,tre
che si allunga nel mattino
dove Leila sempre sveglia
col cappuccio rosso e dice:
Siamo fritti, nonna e’ morta
un cappello un.due,.tre
e ci abbraccia tutto intorno
ci circonda il girotondo
del mostro”.

(Traduzione a cura di Jack Arbib, foto di Bianca Madeccia)

TunisiaBianca 111

***Il testo qui presentato appartiene alla più alta tradizione della letteratura araba, innestato su scrittura e oralità essendo, in sostanza, responsoriale (cantastorie-pubblico). Per comprenderlo in tutte le sue sfumature gestuali e di tono occorrerebbe ascoltarlo, recitato e cantato, dall’autrice. La traduzione è particolarmente difficile e molti dei valori e dei riferimenti interni al testo vengono perduti come, ad esempio, il dinamismo cromatico (rosso-nero) degli ultimi versi, le analogie improvvise nascoste nelle parole e i loro legamenti semantici e percettivi (ad esempio, “notte” in arabo si dice “leila”, il nome della bambina-Cappuccetto Rosso).Va da sé che il girotondo che fanno i bambini avviene battendo i piedi in un campo minato (Mimmo Grasso).