NON OPPORTUNITÀ: I NUMERI DELLE DONNE IN ITALIA

Abitanti in Italia: 30.669.543 donne 28.949747 uomini. 774 sindache su 8.101 (10,5%); 8 presidenti di provincia su 107 (7,5%); 2 presidenti di regione su 20 (10%);4 ministre su 21 (19%);5 sottosegretarie su 37 (13,5%). Deputate 17,1%; senatrici 14%; europarlamentari 17,9%. Le donne iscritte all’Università costituiscono il 57%. Le donne sono il 60,7% dei laureati, il 36% degli avvocati, il 39,8% dei consulenti del lavoro, il 34,5% dei medici, il 30% degli ingegneri, il 26% dei notai, il 36,7% dei giornalisti. Occupazione femminile in Italia:46,3% (ultimi posti in Europa). Media europea 57,4%. Danimarca 73,4%. Stipendio delle donne: inferiore di un quarto di quello del collega maschio. Una dirigente, per esempio, guadagna il 26,3% in meno del collega uomo. Nel 63% delle aziende quotate in borsa, escluse banche e assicurazioni, non c’è una donna nel consiglio di amministrazione. Su 2217 consiglieri solo 110 sono donne (5%). Nelle banche il 72 % dei consigli di amministrazione non conta nemmeno una donna. Nonostante il 40% delle dipendenti siano donne solo lo 0,36% è dirigente nelle banche contro il 3,11% degli uomini.

LA STRAGE DELLE DONNE


-In Italia ogni due giorni una donna è uccisa da una mano maschile. Nel 2006 le donne uccise sono state 112, nel 2007 sono salite a 149 e per il 2008 sono ancora aumentate. Elaborando i dati del 2008 si può dire che più di quattrocento uomini hanno desiderato uccidere una donna e in molti casi ci sono riusciti. Donne che in genere conoscevano bene: ex-mogli, ex-fidanzate, ex-amanti, ex-compagne. E a queste cifre che registrano atti di violenza estrema, vanno aggiunti le violenze e i maltrattamenti con botte, lesioni, ustioni, stupri, costrizioni, minacce e ingiurie. Le denunce sono in aumento, anche se si sa che non sempre le donne le presentano, specie se le violenze avvengono in famiglia. Molte donne si sono convinte che le violenze in famiglia sono un reato e non un destino crudele mentre altre purtroppo hanno ancora difficoltà a riconoscere la violenza da parte del partner e considerarla un reato. I dati del Ministero dell’Interno ci dicono che nei casi di violenza domestica, la polizia ha accolto la denuncia del 42,6% delle donne; nel 26,9 % dei casi si ammonisce il colpevole che nel 5,3% dei casi è arrestato. Solo l’1% è poi condannato dal magistrato. Tutti i centri antiviolenza denunciano un aumento delle violenze, quasi sempre domestiche, segnalando tuttavia che potrebbe trattarsi di un aumento delle denunce, dovuto ad una crescente consapevolezza delle donne. Nonostante la richiesta di finanziare un piano nazionale contro la violenza di genere il Governo ha ridotto i fondi per i centri antiviolenza.

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TRATTO DA “ilgeniodelledonne” N.15
il magazine di voceDonna a cura di annalisa crociani e carla grementieri

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