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Al futurismo parteciparono, con entusiasmo e originalità, donne di cui negli anni si è in larga parte persa memoria. Furono artiste poliedriche, danzatrici, scultrici, pittrici, ricamatrici, arredatrici, fotografe, trasvolatrici, ma in grandissimo numero furono scrittrici di poesie, prose, sintesi teatrali e tavole parolibere. Qui la poeta Sara Davidovics legge alcune poete futuriste. (Clip a cura di Bianca Madeccia).

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(…)

Mi ha mostrato le fotografie di lui. Che strano momento è quello in cui interroghi uno sconosciuto su un’immagine, e l’immagine e lo sconosciuto sono i tuoi nervi, le tue giunture, il tuo midollo spinale. Figlia di un padre ignoto. Lo guardo. Chi mi parla, chi mi risponde? Il fotografo. Ha messo anche la firma dietro la fotografia, dà il proprio nome a chi proprio non l’ha voluto dare. E’ un bel nome. Robert de Greck. (…) Precisa: “Si conservano i negativi”. Il fotografo non è avaro del suo nome. A me tocca il numero 19233. E’ come se l’infinito si trasformasse in un bussolotto pieno di pezzi di carta da estrarre. Il cuore dello sconosciuto che batte dentro il mio pezzo ha un numero. E’ il 19233. E non è tutto: specializzato in grandi ritratti, ingrandimenti con procedimento inalterabile al carbonchio. Grazie fotografo. 

(…)

(da “La bastarda” di Violette Leduc, con prefazione di Simone de Beauvoir, Feltrinelli, 1979)

 

(Foto di Bianca Madeccia)

Un mio microracconto selezionato da Ibridamenti Prosa.

“Ibridamenti” è il Laboratorio Sperimentale Virtuale progettato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con la piattaforma Splinder.

I viaggiatori delle spiagge di settembre sono silenziosi. Arrivano lentamente e si dirigono ognuno con passo diverso verso la luce dorata. Cercano il vuoto e se proprio devono condividere spazi, si avvicinano a persone prive di elettricità distruttiva.

Nelle prime camminate concentrate come quando provi un movimento nuovo tutti quei fiori blu e cerchi di controllare tutta l’esecuzione, ci riesci ma ancora non è fluido dissolte nell’acqua tutte quelle corse a piedi nudi sulle scogliere e tutte quelle persone che e tutto quel camminare sulla sabbia a qualcosa è servito ti ricordi come stavamo bene? ti ricordi come ci divertivamo? è grave ma come si fa a perdersi le scarpe tutta quella strada per trovare il ristorante vietnamita e tu sei caduta senza avvertirmi?

(Pietre dense di solchi strati segni rosa nere rese lucide dallo strusciare infinito del piede umano aranci limoni amaranti rose bianche e pitasforo schiuma di mare caledoiscopio di luci crepe di bellezza ovunque)

 

piede-1.jpg

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I poeti e gli scrittori.
Così infatti si dice.
Ma, se non scrittori, i poeti chi sono –
I poeti – la poesia, gli scrittori – la prosa.
Nella prosa può esserci tutto, anche poesia,
ma nella poesia deve esserci solo poesia –

Due blog molto interessanti che hanno pubblicato il mio microracconto “Il veliero”

http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/2007/12/14/il-veliero-di-bianca-madeccia/

http://taccuinidiviaggioinsolitieobliqui.blogspot.com/2007/12/il-veliero-racconto-di-bianca-madeccia.html

crepa.jpg

La leggenda narrava che Koyaanisqatsi, lo scintillante serpente piumato, sarebbe arrivato dall’est. Lo avrebbero riconosciuto dalla luce che emanava la pelle. Avrebbe portato felicità, potenza, gloria e salvezza eterna per tutti.Per queste ragioni, grandi erano l’attesa e la speranza.

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Variazioni sul buio

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