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Mercoledì 11 giugno a Roma presso la John Cabot University primo appuntamento con la sesta edizione del “Festival biennale InVerse: poeti italiani in traduzione”. I testi dei poeti dell’edizione 2014 (Nadia Agustoni, Gian Maria Annovi, Mario Benedetti, Elena Buia Rutt, Antonio Bux, Biagio Cepollaro, Anna Maria Farabbi, Andrea Inglese, Bianca Madeccia, Giulia Niccolai, Ida Travi, Giacomo Trinci) e quelli dell’edizione 2015 (Franco Arminio, Roberto Deidier, Silvia Fiorentino, Bianca Maria Frabotta, Mary de Rachewiltz, Luigi Di Ruscio, Alba Donati, Mariangela Guatteri, Sandro Olimpi, Umberto Piersanti, Francesco Serrao, Elio Talon) confluiranno tutti assieme in un’antologia della serie InVerse. L’antologia sarà pubblicata nel 2015 dalla John Cabot University Press e distribuita negli Stati Uniti da Rowman and Littlefield.

InVerse – Italian poets in traslation, Lemon tree courtyard
mercoledì, Giugno 11, 2014 8 p.m.

Reading di: Nadia Agustoni, Gian Maria Annovi, Mario Benedetti, Elena Buia Rutt, Antonio Bux, Biagio Cepollaro, Anna Maria Farabbi, Andrea Inglese, Bianca Madeccia, Giulia Niccolai, Ida Travi, Giacomo Trinci

Organizzazione a cura di:

Brunella Antomarini
Berenice Cocciolillo
Rosa Filardi

John Cabot University, Via della Lungara, 233, 00165 Rome – Italy

Per una poesia del margine

1. La muta

Ciò che resta della muta è la pellaccia tra i rovi. La poesia come scoria espulsa dalla polis mutante. Sotto il sole feroce del tardo capitalismo globale tradizione e pietà attendono entrambe di decomporsi. Consapevole rifiuto urbano quello che oggi mi si spalanca, come poeta e come giovane uomo, è la possibilità di riconoscermi in un’alterità. Esiliata e oltre le mura nasce un’esistenza nuova. Non sono un poeta civile perché non ho avuto nessuna civiltà di riferimento. Non sono un poeta realista perché l’unica realtà che conosco è la solitudine. Sono il tentativo mancato di resistere al disumano. Subire l’epoca senza compiacersene vuol dire, anche, permanere nella musica, in un’armonia pur degenere che non ceda al cinismo della prosa (se non divorandola come inserto). La tradizione classica è indispensabile: tradirla senza sanguinare è solo un’altra forma di obbedienza al dogma della dismissione. L’Italia è un laboratorio straordinariamente fertile per il nuovo poema. Qui il presente non ha mai smesso di spiegarsi attraverso i suoi più o meno disarticolati sistemi di segni, gesti e nuovi gerghi a eludere gli standard ufficiali della comunicazione di massa. Un crocevia di esperienze epocali visualizzabili in un solo tragitto cittadino: tra i testimoni del collasso, i reduci dall’olocausto africano e gli eterni adolescenti nel sole. In questo ordito fonico è avvenuto il Battesimo, sotto i traumi e i miracoli della comunicazione, di una generazione devastata, esterna a ogni cosa. Corpi senza posto lungo le dissestate strade della provincia italiana, dalle scuole private di mandato allo sbando tecno-barocco delle notti irreali. Dalla ricerca di un lavoro, poi, alle fauci impassibili della grande crisi. Gli anni Duemila erano lì, pronti da tempo a raccogliere i frutti acidi di questa semina geneticamente modificata. Essa ad ogni modo reclama il proprio diritto di esistere; se non nella vita frustrata dall’epoca perlomeno nel canto, da borderline. Oltre l’eterno ritorno delle capitali del Canone, i castelli vuoti della cultura specializzata, è possibile abitare la poesia come un servo in rivolta, che scappa via con il cavallo del padrone e apprende da sé sorprendenti numeri di fuga. Ciò che importa è la meta raggiunta, non le cadute che la meta giustifica. Ma provate a farlo capire a un padrone! Impossibile. Egli continuerà a ridere di quella cavalcata non appropriata, secondo i canoni più aggiornati dell’equitazione; ma con un riso strozzato, quasi una smorfia di disprezzo e rabbia! E questa è in breve la storia della letteratura italiana. Si tratta di un grave limite, di una tara nazionale a cui prima o poi, quando un nuovo Contini o Pasolini o Deleuze e Guattari animeranno le nostre pagine culturali avvizzite dallo specialismo formalista dei post-avanguardisti come dal tedio parnassiano dei lirici, si dovrà pur porre rimedio. C’è tutto un capitolo di storia della poesia italiana da scrivere ex novo a partire dal riuso irregolare (e anti-borghese) del canone alto, ma anche specularmente dall’idea scapigliata di un necessario disinteresse nei confronti della ricerca stilistica come consapevolezza del dissolvimento della concezione romantica dell’arte come mito civettuolo dell’originalità. Ai posteri la valutazione di questi appunti.

 DAVIDE NOTA

 

il-non-potere-copertina

 

 

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foto di Bianca Madeccia

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foto di Bianca Madeccia

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Artisti del Maggio Sermonetano 2010 (foto di Bianca Madeccia)

Questa poesia è un funambolo in fiamme

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Creature di cenere, una selezione di microprose su Nazione Indiana.

Su “nazione indiana” “Creature di cenere” dieci miei microracconti

La nuova versione della Trilogia dell’acqua. Tre frammenti (2010-2011) rieditata per il catalogo (e gli archivi) della terza edizione del festival di poesia e immagine “La poesia è di casa. Luci del contemporaneo” (Roma), manifestazione interamente dedicata al contemporaneo con un focus sulle nuove generazioni

canto-senza-voce

«Un giorno riuscii a capire il segreto della musica, ed io e Bach in quella violenza di note eravamo alieni alle sfere di vita iniziate a crollare, e veniva fuori in coatto spontaneo il monito che sorreggeva me e il mondo, il cui baricentro era quasi al limite della zona d’appoggio, nella zona di silenzio. Poi l’armistizio  col connettere iniziò. E il nulla avanzò Leggi il seguito di questo post »

Due belle recensioni di Luigi Carotenuto e Davide Nota su le “Variazioni sul buio”.  

Qui sono consultabili i due articoli per intero:

Luigi Carotenuto in L’EstroVerso

Davide Nota in Fonti Coperte

Ringrazio per il tempo, l’attenzione, la cura dedicata alla mia scrittura.

 

01

Molti ricordano ancora la volta celeste infiammata da oriente a occidente

il metallo infuocato crollare in verticale con forza illimitata

mentre tutta la mia vita nel suo insieme si imponeva debole

La mia infanzia lanciata sopra i cavalli tramutata in fuoco

stella ardente piena dello stesso mistero del firmamento

lì dove il sole moltiplica i riflessi dei suoi raggi

intersecata da sontuose nuvole d’oro

So bene che la visione resta stridente e sanguinosa

guardare le ruote del carro rubare il fuoco

essere la candela su cui si spengono le tenebre

stare seduti a destra o a sinistra degli dei

il fulgore di quell’idiozia tangibile e risplendente sopra le vostre teste

un bianchissimo coraggio convertito in semplicità centrale

in vampa fugace e misurabile, in quell’errore,

l’inganno dei filosofi, il sogno duro a morire

di un potere positivo

(Bianca Madeccia)

gruppi di attività politica femminile, Milano 1945

Operaie, contadine, studentesse, impiegate, aristocratiche, casalinghe, suore: furono loro alla fine della guerra le protagoniste della ricostruzione. Molte venivano dalla Resi­stenza. Nel ‘45 si organizzarono e ottennero il diritto di voto. Nel ‘74 fu la volta del di­vorzio. Nell”81, dell’aborto. Battaglie che determineranno profondi mutamenti di costume nella società italiana. Quella storia che a scuola non si insegna.

 di Bianca Madeccia

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Mahalia Jackson

La grande marcia su Washington era stata indetta il 28 Agosto 1963, in occasione del centesimo anniversario del proclama di Lincoln per l’emancipazione de­gli schiavi. Quel giorno il reverendo Martin Luther King pronun­ciò il suo più famoso discorso sulla non violenza, “I have a dream”. 

Un giovane tra la folla assiste alla manifestazione. È Malcom X, leader emergente dei musul­mani neri americani. Per lui questa manifestazione è “un circo equestre”: «Dove si è mai visto che dei rivoluzionari arrabbiati possano can­tare tutti assieme “We shall overcome” mentre precedono tenendosi a braccetto proprio quelli contro cui dovrebbero ri­bellarsi?».  

La comunità nera americana è spaccata in due: da una parte lo schiera­mento più intransigente di Malcom X, dall’altra, gli integrazionisti di Martin Luther King. Leggi il seguito di questo post »

foto di Bianca Madeccia

“Nelle prime poesie c’è un problema di inesperienza – avere da dire più di quel che si sa dire e volere rendere in parole e ritmo qualcosa, ma non avere abbastanza controllo sulle parole e sul ritmo per renderlo in una forma immediatamente accessibile.

Questo tipo di oscurità si presenta quando il poeta sta ancora imparando a usare il linguaggio. Sei costretto a dire le cose in maniera difficile. L’unica alternativa è non esprimerti affatto, in quella fase.

Credo però sia terribilmente pericoloso dare consigli generici. La cosa migliore che si può fare per un giovane poeta è analizzare dettagliatamente una sua poesia: discuterne con lui se necessario, dargli la propria opinione e, se ci sono conclusioni generali da trarre, lasciare che lo faccia da sé. Ho capito che le persone hanno un diverso modo di lavorare a seconda dei casi e percepiscono la realtà in modo diverso. Non si sa mai se quella che si sta facendo è un’affermazione universalmente valida per tutti i poeti o una che puoi applicare solo a te stesso. Credo non ci sia nulla di peggio che cercare di plasmare la gente secondo la propria immagine. (…)

Per me è stato molto utile esercitare altre attività, lavorare in banca, o anche fare l’editore. E penso anche che la difficoltà creata dall’avere meno tempo a disposizione di quanto ne avrei voluto mi abbia dato una grande urgenza di concentrazione. Il pericolo che si corre, quando non si ha niente altro da fare è, di norma, quello di scrivere troppo, invece di concentrarsi e perfezionare piccole porzioni di testo. (…)

Nessun poeta onesto può mai essere sicuro della validità di ciò che ha scritto. Potrebbe aver perso il suo tempo inutilmente”.

(da “Intervista con Thomas S. Eliot” di Donald Hall, Viking Penguin, New York, 1963)

Variazioni sul buio di Bianca Madeccia

Variazioni sul buio di Bianca Madeccia in edizione e-book

“Variazioni sul buio” è la raccolta vincitrice del premio nazionale di poesia “Libero de Libero” (sezione inediti), XXV edizione (2009-2010): oramai introvabile in cartaceo, è stata ripubblicata in formato elettronico con copertina e grafica rinnovata. Può essere acquistato nelle principali librerie di rete ed è disponibile in in vari formati elettronici. Queste le librerie on-line che per ora ospitano questa prima edizione elettronica: 

www.9am.it
Apple Store (itunes)
barnesandnoble.com
biblet.it
bol.it
bookrepublic.it
storecentoebook.it
deastore.com
omniabuk.com
store.ebookgratis.it
ebookizzati.com
ebookvanilla.it
ecstore.it/ebookstore
libreriafaidate.it
feedbooks.com
ilgiardinodeilibri.it
hoepli.it
ibs.it
ebook.it
Kindle Store (Amazon)
kobobooks.com
lafeltrinelli.it
libreriafantasy.it
libramente.it
librisalus.it
excalibooks.com
mediaworld.it
mrebook.it
Nokia Reading
edizionilpuntodincontro.it
librouniversitario.it
libreriarizzoli.corriere.it
ultimabooks.it
sanpaolostore.it
submarino.thecopia.com
thefirstclub.net
unilibro.it
webster.it

Immagine

Esce il volume antologico “Scrittori & Scrittura” Viaggio dentro i paesaggi interiori di 26 scrittori italiani a cura dell’Associazione Culturale LucaniArt. Il libro raccoglie le piccole interviste pubblicate sul blog dell’Associazione nel 2009 ed è dedicato alla scrittrice lucana Gina Labriola, scomparsa nell’aprile del 2011 ad Aubagne in Francia. All’interno anche la sua intervista-riflessione sulla scrittura e una sua poesia inedita dal titolo “Il mattone del poeta”.

Le foto interne e di copertina sono di Dario Caruso.

Per sfogliare le prime pagine del libro o per acquistarlo: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=847833

Silenzi in forma di poesia 2012, quinta edizione. Piazza Santa Maria, Sermoneta, Latina

“SILENZI IN FORMA DI POESIA 2012”, QUINTA EDIZIONE

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"Sabaudia. Dei tre modi del camminarti" - (Collezione di Sabbia, IlfilodiPartenope, Napoli 2009). Distribuito in tutta Italia, contattare ilfilodipartenope per la lista delle librerie fiduciarie al numero: (+39)338.8581875 - 081.457989. A Roma, "Collezione di sabbia" è distribuita dalle Edizioni Empirìa, via Baccina 79 00184 Roma - Tel. e Fax 0669940850.

Copertina di “Sabaudia. Dei tre modi del camminarti” di Bianca Madeccia – (Collezione di Sabbia – IlfilodiPartenope, Napoli)

Nei precedenti lavori di Bianca Madeccia ho avuto modo di evidenziare  il suo “clinamen” verso forme geometriche. La geometria  è ovviamente solo l’aspetto visivo  con cui si manifesta il senso (e sottolineo quel geo, trattandosi di testo e prodotto libraro gemelli terreni). Leggi il seguito di questo post »

Terza Edizione della Festa della Poesia di Roma – presso Casa della Memoria e della Storia, Sala Santa Rita, Casa dei Teatri e Teatro India

L’edizione 2012 de LA POESIA È DI CASA – LUCI DEL CONTEMPORANEO è interamente dedicata al contemporaneo e con un focus sulle nuove generazioni.   Leggi il seguito di questo post »

 

“La sposa del mare”. Dal poemetto inedito omonimo di Bianca Madeccia. Terzo video della “Trilogia dell’acqua”. Video di Giusy Calia. Voce maschile (coro del mare): Mauro Tiberi. Voce femminile (sposa del mare), editing e montaggio: Bianca Madeccia

Il primo di una serie di cinque  testi,  ‘variazioni’ cromatiche e sonore trasposte in video. I testi delle “Variazioni” sono editi e contenuti nel volume “Variazioni sul buio”, pubblicazione-premio del concorso nazionale “Libero de Libero” 2010, edizioni Confronto 2011.  Voce testo e regia di Bianca Madeccia.

Foto di Bianca Madeccia

Venerdi 8 luglio MAD arte contemporanea e SILENZI IN FORMA DI POESIA presentano “Silenzi in forma di poesia. Videopoesia”, il primo di una serie di appuntamenti estivi con protagonista la videopoesia italiana contemporanea Leggi il seguito di questo post »


Parola ai Poeti: Bianca Madeccia

di Redazione

Qual è lo “stato di salute” della poesia in Italia? E quello dei poeti?

La poesia, a mio parere, è in buona salute. C’è una discreta differenziazione di forme stilistiche a fronte di un mutamento di forme sociali inesistente e, anche se la vitalità e la continuità di una cultura non si esprimono sempre nella tenacia delle forme, io le osservo con più attenzione, perché hanno generalmente una vita più duratura rispetto ai contenuti che veicolano.  SEGUE

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Silenzi in forma di poesia 2011, quarta edizione, 22 maggio, Sermoneta, Latina. Direzione artistica: Bianca Madeccia. Leggi il seguito di questo post »

Conversazione Y2″ (Per mio figlio).

Da “Non Salvarti” di Tiziana Cera Rosco.

Paesaggi Visivi. Video di Tiziana Cera Rosco per ‘Silenzi in forma di poesia 2011″, 4° edizione. Rassegna di poesia contemporanea.

QUI il programma 2011

“Silenzi in forma di poesia 2011″, quarta edizione, 22 Maggio, ore 17.00, Loggia dei Mercanti, Piazza del Popolo, Sermoneta (Latina). http://silenzinformadipoesia.wordpress.com/ Direzione artistica: Bianca Madeccia

“SILENZI IN FORMA DI POESIA 2011”, QUARTA EDIZIONE

Direzione artistica Bianca Madeccia


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