SILENZI IN FORMA DI POESIA: performance, versi, gesti e musica.

a cura di BIANCA MADECCIA

All’interno della 13° edizione del Festival del “Maggio Sermonetano” , un mini-festival di tre giorni che nasce con l’intento di testimoniare la ricchezza di linguaggi, stili e messaggi che si muovono nei cantieri della poesia italiana contemporanea.

 

DOMENICA 11

Bianca Menna, Donatella Mei, Faraon Meteoses, Domenico Sacco, Gianni Godi, Marina Pizzi, Rossano Astremo, Angelo Zabaglio, Tonino Vaan.

Installazioni a cura dell’Ass. culturale ‘Onda donna’

DOMENICA 18

Luigi Romolo Carrino, Daniela Raimondi, Dale Zaccaria (voce) e Fabrizio Rufo (chitarra), Roberto Raieli, Mimmo Grasso (voce) e Davide Carnevale (tamorra), Andrea D’Urso , Lucianna Argentino.

Performance a cura della Scuola del maestro Antonio Franzé.

Installazioni a cura dell’Ass. culturale ‘Onda donna’.

DOMENICA 25

Viola Amarelli, Monica Maggi, Maria Grazia Calandrone, Goffredo Muratgia, Leone D’Ambrosio, Emilio Piccolo, Annamaria Ferramosca, Roberto Ceccarini.

Performance a cura della Scuola del maestro Antonio Franzé.

Installazioni a cura dell’Ass. culturale ‘Onda donna’

Titolo: ”Silenzi in forma di Poesia”: performance, versi, gesti e musica. A cura di Bianca Madeccia.
Cosa: Mini festival di poesia italiana contemporanea con performance, musica, danza, installazioni.
Quando: 11, 18, 25 Maggio, ore 17.30.
Dove: presso il ‘Giardino degli aranci’, Sermoneta (Latina).
Per info: 347/1345391, mail: madeccia.bianca@yahoo.it

Ingresso Libero.

Felicità che è differita ansietà soltanto. Azzurra felicità, d’insubordinazione stupenda, che balza via dal piacere, polverizza il presente e tutte le sue istanze”.

 

(da “Fogli D’ipnos” 1943-1944. René Char. Ed. Einaudi)

Quindi andai da lui e gli dissi

Ti prego accosta a dritta

è quello l’arcipelago del cuore.

Mi guardò e sorrise,

mi diede un colpo sulla spalla,

invertì come un fulmine la rotta

e fuggimmo agli antipodi dell’isole

mettendo nelle vele molto vento.

Aveva al timone mani salde,

occhi acuti per tutto,

isole, scogli, cuori.

Comunque ero caduto in tentazione.

Era quello lo scopo delle isole.

 

 

 

(Bartolo Cattafi, Poesie 1943-1979)

 

 

 

Foto di Bianca Madeccia

 

Quando verrà l’inverno, vero,

mortalmente sano, geleranno i virus

e le parole, si serreranno strette, spaurite,

le bocche spalancate dei bambini e i latrati

di cani straniti dal cigolio dei cancelli,

gli sguardi gialli sollevati verso vetri ignoti.

Piomberà, freccia, ferita, la sferzata nitida

di un vento di neve. Respirare in quel momento,

sarà azzardo, scommessa vitale, mossa fragile,

lieve, sull’orlo di un dirupo. Sarà sentire,

nel fiato sincero della tramontana, la voce,

l’urlo mai spento del lupo. Riconoscerlo

affine, vicino, sarà morire nei suoi stessi occhi,

nelle ossa appuntite, tornando magri, leggeri,

nei fianchi e nei passi scavati, voraci, soli,

scostanti, ancora affamati di tenerezze

feroci.

 

 

(Da “Inadeguato all’eterno” di Ivano Mugnaini)

22/04/2008 L\'acqua e la pietra e Fuorigioco a Napoli

Il 22 aprile, ore 19.30, al “Penguin Café”, di Napoli, “L’acqua e la pietra” di Bianca Madeccia (Lietocolle 2007) e “Fuorigioco” di Viola Amarelli, (Edizioni Joker 2007).

Relatori: Mimmo Grasso e Raffaele Piazza.

Moderatore: Diego Nuzzo.

Voce recitante: Renata de Martino.

Chitarra: Maestro Gerardo Fusco.

Inaugurazione: 22/04/2008 ore 19.30
Orari: 19.30 - 20.30
Presso: “Penguin Café”, Via Santa Lucia 88, 80132, Napoli.
info e prenotazioni: info@penguincafé.it, tel: 081/7646815


PROFEZIA
———-

Sono nata in un giorno di neve,
con le grondaie bianche e gli uccelli fermi sui rami.
Sono nata d’inverno,
tra fondamenta di sangue e di sudore.

I vasi nei cortili erano gonfi di ghiaccio
e io spingevo dalla carne di mia madre
cercando la spina rossa del mondo, il segno esatto
per cadere come una cometa dentro la luce.
Nacqui azzurra, e cieca
tre giri di cordone intorno al collo.
Mio padre uscì di casa. Lasciò l’orma sulle pietre,
nel silenzio di un cielo che pesava dentro ai nidi,
sulle ossa sepolte di piccoli mammiferi.

I muri scintillavano dentro a giardini selvatici
con gli alberi candidi e radici immobili sotto la terra.
I fantasmi respiravano in fondo agli scantinati.
L’ultima goccia cadeva nel buio e fuori
i campi avevano scordato l’odore delle mele,
il suono dolce che a volte nasce sulle labbra di un uomo.

Quel mattino le parole morivano sulle bocche dei pozzi,
si perdevano lungo le tangenziali bianche della periferia.
Un ritmo tropicale nasceva da lontano,
svaniva dietro il vapore denso dei vetri.

ASFALTO
———

L’urlo dei freni.
Il muso della macchina che sfiora la sua testa.
L’uomo era sceso di corsa, la faccia bianca:
- Dov’è tua madre?
- Dov’è tua madre?

La scuoteva con dita di acciaio.
- Dov’è tua madre? – gridava.

La bambina girò la testa, indicò la casa.

La porta era chiusa. Lui batteva. Batteva più forte.
Di là era la voce nervosa del padre, l’ansia di sua madre:
- Un momento, un momento…

Vennero ad aprire con il viso rosso. Respiravano forte.
Sua madre era spettinata, si allacciava il vestito.
L’uomo stringeva il braccio alla bambina,
le lasciava impronte nella carne.
Gridava che i figli non si lasciano per strada,
che quasi la uccideva.
Il padre teneva gli occhi bassi,
si passava una mano fra i capelli.
La madre si chiudeva l’ultimo bottone della blusa.

L’uomo disse di mettere a sedere la bambina,
di darle un poco d’acqua.
Ubbidirono in silenzio. Cercavano l’acqua,
trovarono solo la bottiglia del vino.

L’uomo uscì sbattendo la porta.
La bambina restò sulla sedia:
le gambe a penzoloni.
il vino rovesciato sul vestito,
le gambe a penzoloni.

Nessuno parlava.


Daniela Raimondi vive a Londra dove insegna italiano. Ha pubblicato in varie riviste letterarie e ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a concorsi nazionali, fra questi il Premio Montale Europa sezione inediti, nel 2004 e il Premio Caput Gauri per l’edito.
Ha pubblicato: Ellissi (Raffaelli, 2005). Inanna (Mobydick, 2006) e Mitologie Private (Edizioni Clandestine, 2007)

Indonesia, Bali, Foto di Bianca MadecciaIndonesia, Bali, Foto di Bianca Madeccia

Anche i surfisti sono poeti
se consideriamo che
almeno a occidente dell”Occidente
Anche loro sono alla ricerca
dell’onda perfetta
con il perfetto ritmo sublime
Anche loro sono alla ricerca della luce eterna
in fondo al tunnel del tempo
Anche loro volerebbero
attraverso la cruna di un ago
Anche loro sono realisti
e riconoscono un’onda assassina quando la vedono
Questi non sono dei cyberpunk
che navigano nel cyberspazio
Sono marinai che sanno
che il mare come la vita ha le sue rabbie
e può essere un mostro spietato
se vuole
e sbatte la poesia della vostra eterna estate
contro gli scogli senza rima dell’oltraggiosa fortuna.



(Lawrence Ferlinghetti “Non come Dante”, Minimum Fax)

 

 

La disciplina della terra

Qui un bell’ articolo di Luciano Pagano uscito sul

Paese nuovo” di Lecce il 29 marzo 2008 su “L’acqua

e la pietra” e sulla mostra Extra_Vaganti. (SalentoWebTv).

(”Terra pugliese”, foto di Bianca Madeccia, 2008 )

” E questo vengono a cercare in analisi: non essere più colpiti da ciò che li circonda, dalle persone più vicine, divenire in un certo senso ancora più egoisti, essere anestetizzati nei confronti del mondo, vivere nell’autismo. La saggezza ha sempre affermato il contrario. Più progredisci in conoscenza, più il mondo ti tocca. (…) Un musicista agisce quando si lascia coinvolgere dalle grandi questioni della musica, la composizione, l’armonia. Patisce, quando si limita a ricercare il successo. Agire significa sempre accettare gli interrogativi che ci portano verso la molteplicità. (…)

Nell’attesa di sfilacciarsi ancora di più, la nostra società si crede attiva, spesso iperattiva. L’iperattività è un simbolo ambiguo. In primo luogo è il segno di questa attività illusoria che riempie le nostre vite. Adulti o bambini, più si è attivi in questo senso, meno si agisce. Il bambino e il quadro iperattivo non hanno alcuna conoscenza di se stessi. Sono totalmente incapaci di agire. L’iperattività è utilizzata dall’ideologia dominante come un eccesso che permette di convalidare la struttura, una patologia esibita come una figura di contrasto: la patologia riguarda l’eccesso e non l’attività stessa. L’iperattività è dunque una sorta di doppio sintomo dell’impasse e della sofferenza verso cui ci conduce la nostra incapacità di agire, e della necessità politica di continuare a giustificare il sistema che ci costringe a questo”.



(Da ” Contro il niente. ABC dell’impegno” di Miguel Benasayang)

\

E ogni poesia è un quadro

a una mostra

su una parete bianca

fatta di caos di cemento

Colori

colti nella confusione

Suoni composti

di confusione

Significati

fatti di confusione

‘raccolti nell’aria’

E ogni poesia è un ‘irruzione nell’inarticolato’

E il tutto sul punto,

poeta poesia e parete e tutto,

di ricaderci dentro.



(Lawrence Ferlinghetti, ‘Non come Dante’, Minimum Fax 1996)

 

(S. Maria di Leuca, Aprile 2008, foto di Bianca Madeccia)

A volte, passeggiando a notte fonda,

mi fermo davanti ad una macelleria chiusa.

C’è una sola luce nel locale

come la luce in cui il condannato scava il suo tunnel.


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Il mio racconto “Le immagini nel labirinto” selezionato dal progetto Ibridamenti Prosa (progetto di ricerca dell’Università Cà Foscari di Venezia) è stato pubblicato sul blog “Angolo nero” di Alessandra Buccheri e sul blog di Paolo Melissi, “Scrivere il quotidiano”.

 

Napoli_22_4_08.jpg

Il 22 aprile, ore 19.30, 2008 al “Penguin Café“, Via Santa Lucia 88, 80132, Napoli, verranno presentate le due raccolte di versi “L’acqua e la pietra” di Bianca Madeccia (Lietocolle 2007) e “Fuorigioco” di Viola Amarelli, (Edizioni Joker 2007). Mimmo Grasso e Raffaele Piazza i relatori. Diego Nuzzo il moderatore. La voce recitante di: Renata de Martino. Musiche originali per chitarra del Maestro Gerardo Fusco.

File Audio: Alla Luna (recitativo)

Testo: “Alla luna” di Bianca Madeccia

Alberto Napolitano (voce e chitarra classica)

Enzo Monteverde (chitarre elettriche)

Massimiliano Caretta (basso)

Simone Maggi (oboe, piano e fisarmonica)

Federico Stagnaro (batteria).

Un mio microracconto selezionato da Ibridamenti Prosa.

“Ibridamenti” è il Laboratorio Sperimentale Virtuale progettato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con la piattaforma Splinder.

Potenza celeste che ti nascondi nelle pieghe

dell’encefalo,

dote senza fondo elargita al genere umano

in saecula saeculorum,

tu sei innumere come la via lattea

e molteplice come l’erba.

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nave.jpg

“Io credo che l’incanto infinito e misterioso che nasce dalla contemplazione di una nave, e soprattutto di una nave in movimento, deriva, nel primo caso, dalla regolarità e dalla simmetria, che sono uno dei bisogni primordiali dell’essere umano, al pari della complicazione e dell’armonia; e, nel secondo caso, dalla moltiplicazione successiva e dal generarsi di tutte le curve e figure immaginarie prodotte nello spazio dagli elementi reali dell’oggetto.L’idea poetica che emerge da questa operazione del movimento delle linee, è l’ipotesi d’un essere vasto, immenso, complicato, ma euritmico, d’un animale pieno di genio, che soffre e sospira tutti i sospiri e tutte le ambizioni umane”.(Charles Baudelaire, da “Diari intimi”)

Miei versi in Dedalus di Ivano Mugnaini, blog-progetto di volo panoramico in forma di parole

molteplicita.jpg

(…) Io vorrei insomma che la mia immagine, mobile, sballottata secondo le situazioni, le epoche, tra migliaia di foto mutevoli, coincidesse sempre con il mio “io” (che come si sa è profondo); ma è il contrario che bisogna dire: sono io che non coincido mai con la mia immagine; infatti, è l’immagine che è pesante, immobile, tenace (ecco perché la società vi si appoggia) , e sono “io” che sono leggero, diviso, disperso (…).

 

(da Roland Barthes, La camera chiara)

Su Transito senza catene di Giovanni Nuscis, mie poesie.

Su Declinato al femminile di Francesca Mazzucato e Sabrina Campolongo un mio breve testo in prosa.

Su bookswebtv l’immagine del mio libro d’arte ‘Arcipelago del silenzio’.

Guardate com'è sempre efficiente
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l'odio,
con quanta facilità supera gli ostacoli
come gli è facile avventarsi, agguantare.
Non è come gli altri sentimenti,
insieme più vecchio e più giovane di loro,

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Le mani sorelle”, assieme, sono capaci di tessere storie vere, impastate di esseri umani, poesia, vita, disagio e anche, perché no, sorriso. “Le mani sorelle” è il nome del laboratorio di scrittura del Centro per la cura e la ricerca sui disturbi del comportamento alimentare Asl di Lecce.

 Qui mie poesie, ma invito a frequentare il sito non solo ed esclusivamente per la pubblicazione di miei testi ma anche e soprattutto perché dedicato ad un argomento di cui si misconosce l’importanza.

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gradozero.jpg

 Un blog interessante che ha pubblicato mie poesie:

 

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/03/11/poesie-di-bianca-madeccia/

quindi.jpg

Quindi per prima cosa
ci dimenticheremo della faccia

Poi
ci spoglieremo
di voce, passo, ombra
sorriso, sguardo, carne, numero di scarpe

Di noi resterà solo un nome
lettere
che già vanno separate

Anonimi scultori di finzioni
oblio e silenzio
ci cancelleranno
presto
dalle mappe


pioggia.jpg

Il ghirigoro che al finestrino

lascia la pioggia in viaggio

sporco rappreso splende,

altra scia non sottende.

Sta diventando grande

non casca più in trappole per gonze.   

 

(Inedito, per gentile concessione dell’autrice)